MArtD
Galleria di alcune immagini create da MAD (acronimo di Marco Alberto Donadoni). Le opere in visione non sono state esposte al MoMA di N.Y., alla Galleria d'Arte Contemporanea di Roma, al Guggenheim di Bilbao, al Gottardo di Lugano e in numerose altre mostre. Altre opere più vecchie si vedono scendendo verso post nascosti dalla prima schermata.
21 mar 2025
3 dic 2024
8 nov 2024
30 lug 2024
UKRAINE
Partendo dalla stampa una vecchia foto scattata nei primi anni del 2000, si crea un'immagine di sofferenza a cui i colori della nazione centroeuropea aggredita dalla Russia di Putin danno un valore identitario.
L'effetto tridimensionale di trasparenza liquida (acqua, pianto?) è ottenuto applicando una bottiglia di plastica, vuota e deformata col calore, davanti all'immagine, prima di ri-fotografarla.
La drammaticità dell'immagine è ampliata dalla presenza di una testa di Gorgone come fosse un tatuaggio (sul viso, sulla bottiglia?), dal profilo di un carrarmato sfumato in controluce sul fondo in alto, e infine di un bambino posizionato in basso, quasi affacciato ad un balcone con vista sulla guerra.
Produzione analogica come collage di materiali vari da discarica con elaborazione digitale, stampa su tela e ritocchi di nuovo analogici con pennarelli Uniposca e matite colorate
cm. 50 x cm.70
Collezione Donadoni
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18 giu 2024
IL DOGE
Parte da schede di memoria da rottamare e circuiti stampati inutilizzabili, materiali di scarto di una cultura che tuttavia celebra l'intelligenza artificiale come il futuro non solo della tecnologia ma anche delle arti concettuali, e arriva alla ricodificazione degli stessi tramite una nuova visione di aggregazione in collage e colore.
Il Doge, il signore della Serenissima, dominava l'Europa grazie al commercio delle materie prime.
Oggi l'unica opportunità di serenità e ricchezza può derivare dalla capacità di riutilizzare quelle materie prima che già sono nelle nostre mani e che per anni abbiamo sprecato.
Produzione analogica come collage di materiali vari da discarica con elaborazione digitale, stampa su tela e ritocchi di nuovo analogici con pennarelli Uniposca e matite colorate
cm. 50 x cm.70
Collezione Donadoni
15 feb 2024
METAMORFOSI
Quarto lavoro sul tema del riciclaggio e secondo nello
specifico su quello della bottiglia di plastica.
Dopo le meduse inquinanti del ’23 questa metamorfosi racconta come il cambiamento può passare attraverso la fiamma, metafora della crudezza e a volte del dolore nella vita. Attraverso la fiamma la bottiglia -una volta esaurito il suo scopo primario- si modifica e solidifica, in obbedienza alla volontà dell’artista che ruota il contenitore plastico sul fornello di casa, fino a diventare oggetto d’arte.
Metafora che si arricchisce poi considerando come, modificandosi
in progressione l’altezza di ciascun manufatto, si possa definire letteralmente
di “crescita” o “decrescita” a seconda del punto da cui si parte.
E’ la soggettività dell’osservatore (il cui occhio guarda la
progressione, forse ce ne sono altri affondati nella materia, ma non lo
sappiamo) che può definire il cambiamento come miglioramento o peggioramento.
Produzione analogica tramite passaggio su fiamma di bottiglie in plastica con elaborazione digitale e successiva stampa su tela.
Ritocchi di nuovo analogici con tempera e matite colorate
cm. 60 x cm.80
Collezione Donadoni
5 feb 2024
AI
Quasi un ossimoro, in un’opera a cui MAD dà titolo di Intelligenza Artificiale l’autore non utilizza in alcun modo l’AI come strumento di lavoro.
L'immagine
è come sempre il risultato di un collage di scatti autoprodotti col cellulare
(la mano è sua, il cavatappi è suo, la foto di fondo l’ha fatta lui in un angolo
di Adda, perfino la scheda elettronica è estratta da un apparecchio ormai rotto
che doveva gettare), che vanno a comporre, dopo la necessaria rielaborazione digitale
con Gimp, il messaggio voluto.
Messaggio che vuole elaborare il possibile problema dell’avvento appunto della Intelligenza Artificiale nel mondo della creatività: la scheda nel sole come un’esplosione nucleare che, come quella di Los Alamos, ha cambiato la percezione di tutta la realtà.
Mentre il cavatappi (nel suo richiamo a una bocca di mostruoso attrezzo analogico) inserito nella
mano rappresenta l’arresto anche molto doloroso della attività fisica e artigianale nell’umanità, uno dei potenziali problemi che tale esplosione culturale
potrebbe causare.
Stampa su tela con ritocchi a tempera e pastelli a cera
cm 70 x50
collezione Cassanese