7 ott 2019

IL DITO E LA LUNA



Come si dice: quando un dito indica la luna il saggio guarda la luna, lo stolto il dito.

Qui il dito è quello del maestro Cattelan, ripreso dal suo monumento davanti alla Borsa di Milano, L.O.V.E.
La luna è invece ripresa sul suo balcone da MAD, in una notte quasi chiara. 

La morale viene letta dal pubblico in molti modi: dal televisivo "l'accendo?" al "vaffa day notturno".
in ogni caso il con trasto luce oscurità è valorizzato dalla presenza quasi nascosta di un cordino rosso attorno al polso, quasi un riferimento al sangue speso per arrivare a questo effetto semplicemente complesso.

Stampa su tela e correzioni a vernice, cm 60x40
Collezione  Lombardi, Milano

2 lug 2019

CHE FAI TU LUNA IN CIEL



Per una serata dedicata a tre grandi ELLE (Luna, Leopardi e Leonardo), gli organizzatori di un incontro in Villa Annoni di Cuggiono hanno commissionato a MAD quest'opera, che parte dall'immagine scansionata di un famoso fotogramma bianco e nero di "viaggio nella luna" di Meliès (1902), elaborata digitalmente e rieditatata inserendo -oltre ai colori- una lattina di Coca Cola fotografata in still life dall'autore al posto del proiettile-capsula astronautica.
 
Un ritorno si potrebbe dire al POP più classico, con citazioni incrociate, quasi dadaiste,  fra cultura pubblicitaria e sperimentazione protofilmica, collegando quello che fu il messaggio  warholiano orientato verso una formazione di massa a quello sperimentale archeotecnologico dei primi anni dello scorso secolo.

Galleria Annoni - 2019 -  elaborazione digitale su tela con ritocchi a pennarello
cm 60x40

27 mag 2019

SOGNO DI UN POMERIGGIO DI MEZZA PRIMAVERA


Durante una fuggevole visita nel paese più significativo della sua infanzia, Silvi Marina in Abruzzo,  MAD sfrutta un pomeriggio di post temporale per accostare alcuni simboli cari alla sua malinconìa quasi leopardiana: il nome dei bagni HAWAII, la spiaggia ancora vuota e la casa della sua famiglia, detta Parva Domus, Magna Domus. Che dopo la distruzione puo' rimanere in esistenza solo grazie al suo lavoro di elaborazione digitale, in un angolo d'immagine onirica.
Un paesaggio che non esiste eppure reso possibile da una memoria che permane malgrado l'urbanistica.

Stampa su tela cm 60x60 - elaborazione e collage digitale con ritocchi a tempera - Galleria  Silvi Arte

6 mag 2019

LAST SUMMER / IL CIRCO



Poteva mancare fra le citazioni del MAD un omaggio a Keith Haring? ovviamente no, ed eccolo, addirittura in doppia versione. 

La prima tela, che si può vedere più in alto, è elaborata a partire dall'immagine stretchata del duomo di Trento, a cui l'autore sovrappone una serie di dodici manichini da studio d'arte in legno (la derivazione del nome manichino è ancora incerta: o dal fiammingo manneken con significato di piccolo uomo, o dal francese manne, cesta, con riferimento ai cestai che con il vimini intrecciato realizzavano anche i bambolotti) che, una volta colorati, richiamano per certi aspetti il writer statunitense, per altri gli altrettanto famosi manichini delle muse inquietanti di De Chirico. 

Non è un caso se sullo sfondo del pavimento campeggia la scritta MADECHIRICHARING.

Il titolo last summer gioca su un cambio di consonante che, modificando supper in summer, cita un altro canonico riferimento donadoniano: Leonardo da Vinci, e volendo anche Warhol che ne fece una famosa copia pop.

La seconda proposta, il CIRCO, lavora sulle stesse citazioni e sugli identici riferimenti, anche se l'elaborazione dei manichini è evidentemente diversa, ma  utilizza lo sfondo di una fotografia fatta da MAD stesso nel 2018 alla moderna installazione  di Pascale Marthine Tayou, Coloris, posizionata nel nuovo centro City Life di Milano

Elaborazioni digitali stampate su tela e ritoccate a pennarello, cm 80x40 / 40x40, collezioni private

SAN ROCCO NIGHT AND DAY



Continuando sul percorso dello studio artistico pop-moderno-surrealista, qui si interpreta un modulo molto caro all'amato Magritte: la contrapposizione di due immagini catturate fotograficamente in tempraneità diverse e distoniche.
Se in primo piano compare l'elaborazione della chiesetta di San Rocco ripresa di notte in un tardo inverno cuggionese, lo sfondo che si erge in secondo piano riporta un cielo evidentemente diurno e soleggiato.
Il riferimento al maestro belga è confermato neanche tanto in trasparenza anche dalla scritta su una specie di insegna luminosa in alto a sinistra che, riporta il titolo di un famoso quadro magrittiano: L'Empire des Lumières

Elaborazione digitale stampata su tela e ritoccata ad acquerello, cm 60x40, collezione privata

LA PESCA MIRACOLOSA



Da un periodo di rivalutazione da parte dell'autore di un neo surrealismo classicistico nasce quest'opera, frutto dell'integrazione di tre componenti:  la prima una fotografia dell'alba sul lago Maggiore con montagne svizzere sullo sfondo; la seconda un'immagine rubata a Modena da un MAD curioso, in un cortile in cui per caso scopre una bellissima statua di Perseo e Medusa dello scultore romano Cesare Aureli nel 1880; la terza una deformazione un po' dalìniana del simbolo stesso dell'effimero ricco, il mitico Rolex. 

Ne emerge, come dalle acque del Verbano rappresentato, un'immagine che reca al fondo una critica neanche tanto velata alla pericolosità degli status symbol visti come moderne gorgoni fascinatrici.

Elaborazione digitale stampata su tela e ritoccata a guache,       cm 50x35, collezione privata

INFINITO



Come passa in fretta il tempo! Sembra ieri e invece la poesia del grande Giacomo compie già 200 anni... 

Per celebrarne l'anniversario in Villa Annoni a Cuggiono si è creato un evento a cui anche MAD è stato invitato a partecipare. 

Con un pezzo molto particolare, costruito sulla moltiplicazione infinita (!) di un suo autoscatto attraverso un gioco di riflessi a voluto richiamo di quelli dei barbieri di un tempo, che mettevano gli specchi contrapposti davanti e dietro la sedia tonsoria per permettere ai clienti di ammirare la sfumatura alta.

Aggiungendo per l'occasione, fra un'immagine e l'altra, piccole siepi e una luna immanente, chiari riferimenti alla cultura onirica leopardiana.

Elaborazione digitale su tela con aggiunte a matita del testo "sempre caro mi fu quest ermo colle", cm 60x40, 2019 collezione Annoni