21 nov 2018

FEDEXPO 2018



NEW!
 
Piero della Francesca immortalò il profilo del grande condottiero e uomo d'arme Federico da Montefeltro sovrapponendolo allo sfondo paesaggistico in cui svolgeva le sue imprese belliche: la campagna marchigiana.
MAD riprende il tema dell'uomo d'arme, ponendolo a scrutare il contesto del mondo bellico suo contemporaneo: i grattacieli come ambiente e gli aerei civili (vedi particolare sulla sinistra ad altezza naso) oggi usati al posto delle bombarde e delle cariche di cavalleria.
Una curiosità: lo skyline del fondo è stato fotografato dalla sommità del grattacielo Pirelli di Milano dall'Autore, durante un evento a cui era stato invitato nel 2017. 
Come in tutte le opere del MAD, i contenuti elaborati graficamente in digitale fanno parte e sono la traduzione di un suo passato analogico reale e concreto.


2018 - collezione privata - Elaborazione grafica stampata su tela di 30x45

17 apr 2018

Il sassone di Magritte


 

In questa prova d'autore -siamo al 14 aprile 2018-  il M.A.Donadoni si cimenta in un quasi circense triplo salto mortale: 1) fotografare le sue vacanze a Finale Ligure, 2) fotografando pezzi di arte importante come la testa di san Giovanni Decollato in Santa Maria degli Angeli a Roma (inserendo con grande rispetto il nome dell'autore Igor Mitoraj nella base calcarea) e 3) mettendoli insieme a citazione del famoso soggetto magrittiano della pietra levitante sul mare.
Non contento monta il tutto in una cornice antica trovata in una cantina a bassissimo prezzo che fa da contrasto con l'istallazione liquido-plastica delle due pareti trasparenti e molli che contengono la stampa su carta speciale, ridonando al tutto la luminosità quasi bagnata drel marmo originale e della spuma marittima del Tigullio


 2018 - collezione privata dell'autore- collage in elettronica da foto originali su supporto in carta speciale, annegata in due fogli di PVC da esterno - 

- cm 30x50

30 dic 2015

DONNA CON GATTO E OCCHI



                                                           NEW!


Con questa opera l'autore inizia un percorso nuovo nella sua produzione artistica: dopo aver spaziato dal disegno alla fotografia, dalla moltiplicazione pop alla frammentazione, alla destrutturazione della foto stessa per ricostruire un'immagine diversa, qui si entra in un modello spaziale che allarga l'immagine in tre dimensioni. Sfruttando l'ottica dell'installazione, superando quella della semplice esposizione murale. 
Per definizione stessa dell'autore si può identificare questo momento artistico come "liquido", evidentemente con riferimento al supporto plastico molle che permette di godere l'opera da più posizioni, con effetti che variano a seconda del supporto usato, e dalla trasparenza che richiede-obbliga-permette una fruibilità dell'immagine diversa dall'usuale soprattutto grazie alla retroilluminazione.

 2015 - collezione privata viale Troya- fotografia "bruciata" e ritoccata su supporto Kristal, sovrapposta a stralci di pubblicità cartacea e annegata in due fogli di PVC da esterno - 
L'installazione è stata progettata in loco dalla collezionista stessa 
- cm 50x65


20 ago 2015

Incubo Oréal


Questo onirico ritratto a matita, rielaborazione di una pubblicità di prodotti da trucco di una nota casa produttrice francese, evoca il senso di attrazione-repulsione che la donna nutrirebbe, secondo l'interpretazione dell'autore, nei confronti dell'obbligo ad immagini stereotipate e imposte dal beauty business.

1987 - collezione privata - matita e sfumino - cm 30x25

As time goes by


La critica più vicina al Donadoni identifica questa come la sua prima opera vera e propria, o "lavoro in carta" come lo stesso  si divertiva a chiamare questo quadro citando il Blade Runner di Ridley Scott*. In effetti l'opera risale al 2002 e rappresenta la finestra vista dall'interno del soggiorno della casa al mare che la famiglia si era trovata a dover vendere. Lo stile richiama un po' il pointillisme che il MAD riprenderà alcune altre volte nelle sue creazioni. Nel contrasto oscurità interna e luminostità esterna c'è tutta la nostalgia per il presente ma anche lo sguardo proiettato in avanti del MAD, che con la definizione sfumata delle foglie di palma intuibili nel vetro di destra vuole anche ricordarci l'importanza dei particolari più fragili e meno evidenti, scostati dall'identità sempre troppo focalizzata dei punti di vista comuni e più banali. 
Di quest'opera si conosce una copia autografa dallo stesso Donadoni donata al fratello l'anno dopo la prima esposizione al forum delle opere in prima esposizione di Durhenheim.

* anche la citazione, nel titolo, del brano ripreso da Casablanca, sottolinea la datazione della competenza filmica dell'autore

2002 - Galleria Stephenson, Inveruner - elaborazione fotografica da pellicola Kodak - cm 70x50

Caio


Uno dei primi ritratti moltiplicatori alla Warhol, eseguito forse per necessità. 
Sembra infatti che Caio, il doberman soggetto dell'opera,  fosse l'amato cane del suo assicuratore di fiducia, che per una volta chiuse un occhio sui ritardi cronici dall'autore nel pagare in cambio di questo ritratto. Già nell'espressione dell'animale si colgono in nuce i tratti del diffuso senso di colpa dei soggetti che MAD tradurrà in immagini tante altre volte, quasi un senso di ripensamento rispetto all'autorizzazione ad essere ritratti.
Qui l'uso dei colori è evidentemente esasperato, probabilmente sintomo della difficoltà economica dell'autore in quella sua fase artistica, difficile da interpretare per chi non abbia approfondito la storia dell'autore, ma in ogni caso estremamente efficace

2003 - collezione privata dell'assicuratore - elaborazione grafica e collage - cm 50x70

Autoritratto giudiziario

Sfruttando un episodio di vita vissuta che lo aveva portato ad ottenere un ritratto gratuito ad opera della Polizia Federale svizzera, il Donadoni porta a termine in poco meno di 12 ore il suo primo autoritratto, in cui già si nota imperante quel riferimento alla pop art newyorkese, peraltro esplicitato nella caratteristica fascetta "Tribute to Andy Warhol" verticale apposta con tecnica di collage sull'opera fisica, che tanto imprinting creerà in quasi tutta la sua produzione artistica.
Notevole la sensibilità dell'artista nel nascondere il numero seriale di identificazione al La Farera di Lugano con la sovrapposizione della data di nascita, sia per motivi di privacy che come chiaro segno di ringraziamento ai genitori, i quali proprio in quella data -segno del destino?- lo avevano fatto nascere.

2004 - collezione privata - collage e crayon cm 50x25